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N° 040 - Anno 2009 - Mese di Luglio - CicliDedonato Roadrunners©2007 Copyright - Torino
Data: 12 Luglio 2009
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PREALPI BIELLESI |
Autore: Stefania Albanese
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Ultima Coppa Piemonte
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12 luglio 2009
Ultima tappa della Coppa Piemonte: Le Prealpi Biellesi
Domenica 12 luglio 2009: Le Prealpi Biellesi. L’ultima tappa della Coppa Piemonte, forse l’ultima gara prima delle ferie estive per molti di noi e forse anche l’ultima gara della stagione per alcuni di noi CD-Road Runners.
Come è passato veloce il tempo…..quando abbiamo iniziato,o meglio quando avete iniziato, con le prime gare in Liguria a fine febbraio, la stagione sembrava così lunga; poi il 5 di aprile l’esordio in Coppa Piemonte, con “Le Dolci Terre di Novi” (cui purtroppo non ho potuto prendere parte)…sembrava così lontano il 12 luglio….e invece ci siamo arrivati, abbiamo pedalato anche questa settima e ultima tappa del circuito piemontese e ancora una volta la CD Road Runners si è fatta onore. Anche se non sono mancati piccoli inconvenienti e disguidi tecnici e, purtroppo, pure una caduta…ma tutto si è concluso per il meglio….leggete e saprete!
Ore 6.20 ritrovo davanti al negozio per me, Syd e Michele; l’ultimo risveglio domenicale all’alba per partecipare ad una Gran Fondo, nonostante rispetto alla levataccia della domenica precedente sulle Dolomiti, sembrava persin tardi!
Per me purtroppo la mattinata non è iniziata nel migliore dei modi: dopo aver salutato un Web moooolto insonnolito, ho recuperato la mia bici dalla rimessa condominiale e mi sono resa conto che la ruota posteriore era completamente a terra! L’avevo controllata e gonfiata la sera prima, quindi doveva essere stata “sabotata” da qualcuno….dalla Capiello forse? O dal Presidente? Mi sa che qualche condomino ci ha messo lo zampino…non era la prima volta….ma sorvoliamo….
Il buongiorno si vede dal mattino!!!! Era il caso che andassi a Sordevolo (luogo di partenza della Gran Fondo, ndr)? Come potete capire, ero un tantino innervosita, ma non mi sono messa a cambiare la camera d’aria, altrimenti non sarei arrivata puntuale all’appuntamento e poi tanto non sono ancora molto pratica…ok diciamo pure con non ne ho mai cambiato una! Quando sono arrivata davanti al negozio, Syd e Michele stavano già caricando la macchina; dopo averli salutati, sconfortata, ho fatto vedere loro la ruota posteriore della mia bici. Non si sono scomposti più di tanto e mi hanno rincuorata assicurandomi che una volta arrivati a destinazione mi avrebbero dato una mano a riparare il danno.
La trasferta non era lunga, ma era necessario avere il navigatore, in quanto nessuno di noi era mai stato a Sordevolo, un paesino in provincia di Biella. Quest’anno, infatti, il tracciato della Gara è stato completamente rivisto: due soli percorsi, medio (di 115 km) e lungo (130 km), mentre fino all’anno scorso era previsto anche un percorso corto; partenza da Sordevolo e non più da Biella; tracciati totalmente diversi; ma la novità principale consisteva nel fatto che l’arrivo non era più previsto presso il suggestivo e mistico Santuario di Oropa, bensì sempre a Sordevolo. Quest’ultima variazione mi aveva deluso non poco: gli anni precedenti avevo atteso con trepidazione quegli ultimi 10 km di salita, di dura salita e l’arrivo al santuario della Madonna Nera…che peccato!
Ma non potevo far altro che prendere atto del nuovo percorso e pedalarlo. A favore del nuovo tracciato c’era la lunga salita di Bielmonte di 18, 3 km, che prometteva un panorama mozzafiato.
Una volta usciti dall’autostrada, il navigatore ci ha indicato una strada “alternativa”, che evidentemente doveva essere la più veloce: anziché passare per Biella, ci siamo addentrati nelle campagne del biellese, percorrendo strade provinciali che ad un certo punto nemmeno più il Tom Tom conosceva….ma Michy, lo vuoi aggiornare ‘sto navigatore? Comunque, andando un po’ ad intuito e seguendo anche la piantina che il previdente Syd si era scaricato da Internet, siamo alfine giunti a Sordevolo, dove immancabilmente ci ha accolto il brulichio di macchine, caschetti, maglie colorate, biciclette, polizia, ambulanze, addetti dell’organizzazione. Una volta trovato parcheggio, solito iter: ritiro di pettorali e pacchi gara, vestizione, riti e gesti scaramantici, preparazione dei mezzi; a proposito di preparazione dei mezzi, come promesso, Syd e Michy mi hanno aiutata a cambiare la camera d’aria della ruota posteriore, più precisamente hanno fatto tutto loro! Grazie veramente di cuore ragazzi, se non era per voi forse non sarei nemmeno partita! Sul posto c’erano altri CDRR: Luca (Grillo), Giacky, Cecco, Daniele, Marco (senza il “gemello” Gae), Beppe, Peppe (per lui ultima tappa italiana prima di ripartire per il Portogallo), Walter, Dolce, Gismondi, Macchia; mancavano all’appello il Presidente, Manu e Ivo, i quali, forse ancora provati dalla sveglia notturna delle Dolomiti, sono stati irretiti dal ben più seducente Morfeo; come vi capisco, però era l’ultima…..peccato non avervi con noi, ma d’altra parte come biasimarvi?
Il Grillo mi ha anche fatto un’allettante proposta: si sarebbe “sacrificato” a diventare il mio gregario, qualora per me fosse stato possibile risalire la classifica generale in Coppa Piemonte, fino a rientrare nelle prime cinque della mia categoria; ho apprezzato tantissimo l’offerta, ma l’ho anche gentilmente rifiutata: era l’ultima gara, perché Luca doveva trattenersi per aspettare me e io dovevo sfiancarmi per stare dietro a lui? Fosse stato inizio stagione, forse avrei potuto pianificare una tabella di allenamento con qualche ometto della squadra (ovviamente se si fosse spontaneamente offerto) e pensare di disputare qualche gara insieme; ma eravamo ormai alla fine…volevo solo godermi la pedalata. Grazie mille ancora Grilletto!
Alle 8.30 ero già posizionata in griglia, dopo aver salutato tutti i miei compagni…tanto ci saremmo rivisti a pochi minuti dal via, quando mi avrebbero superata. Mentre ero in griglia, in attesa dell’ora X (la partenza era prevista per le 9.00) ho realizzato che per me quella era l’ultima impresa ciclistica prima della pausa estiva; forse anche della stagione, ma ancora non mi pronuncio, perché se poi in autunno decido all’ultimo di fare ancora qualcosa in autunno... L’8 marzo 2009 avevo inforcato per la prima volta nella stagione la mia biciclettina nera “Dedonato”; erano passati già 4 mesi, 4 tappe della Coppa Piemonte concluse (le prime due purtroppo non le ho fatte), la Maratona delle Dolomiti era già storia…quinta e ultima tappa del circuito e poi sul mio telaio avrei appeso il cartello “Chiuso per Ferie” (almeno per quanto riguarda le Gran Fondo). Quante strade ripercorse, quanti nuovi paesaggi hanno ammirato i miei occhi, quante gocciolone di sudore lasciate sull’asfalto, quanta soddisfazione al termine di ogni gara; nuovi compagni di squadra acquisiti (purtroppo qualcuno anche perso), fidati compagni con cui ho condiviso fatiche e soddisfazioni. Insomma un bilancio ciclistico più che positivo per me…..immersa nei ricordi, sull’orlo della commozione….”clack clack”, scarpette che si agganciavano agli attacchi, ruote che iniziavano lentamente a rotolare sull’asfalto, cambi che scattavano…eravamo partiti!
Come di consueto, parapiglia iniziale, sorpassi da ogni dove, anche se devo dire in modo alquanto ordinato; certo nulla a che vedere con la partenza silenziosa e tranquilla delle Dolomiti, ma meno incasinata del solito.
Visto che il tracciato era stato completamente stravolto rispetto agli anni precedenti, il giorno prima avevo dato un occhio sul sito all’altrimetria e alla piantina: partenza in discesa, prima salita di 10 km pedalabilissima, poi di nuovo giù., salitella di nemmeno 2 km (ma si può definire salita??!!!), di nuovo giù, di nuovo altri 10 km circa di salita, poi finalmente il salitone di Bielmonte di 18,3 km, una bella discesona, l’ultima difficoltà in salita per raggiungere Favaro di nemmeno 6 km ed infine l’arrivo. Un percorso sulla carta adatto a me: salite e discese senza pianura alcuna. Ma ciò che era disegnato sull’altimetria non corrispondeva esattamente al percorso reale.
Fortunatamente la discesa iniziale non era tanto ripida, però prima di arrivare alla salita Pettinengo di 10 km abbiamo percorso un bel tratto tra leggera discesa e pianura, per cui ho cercato di sfruttare la scia di coloro che mi stavano superando come razzi, tra cui c’erano anche i miei compagni di squadra. Poi finalmente si è materializzato il cartello di “Inizio Salita”: Pettinengo, 10,90 km, pendenza media 3%, massima 7%; più che fattibile. Ed infatti non sono mai andata sotto i 14 km orari; certo che dopo aver pedalato sulle montagne del Sud Tirolo, considerare Pettinengo una vera salita…; infatti l’ho superata in un tempo che mi è sembrato infinitesimo. Il passo Giau (sulle Dolomiti, ndr), che era sempre di 10 km, l’avevo percorso in 1 ora e 5, ad una velocità media che non superava mai i 9 km orari! Il paesaggio attorno a me non mi soddisfaceva più di tanto: strade provinciali che attraversavano i paesi, ma niente di particolarmente suggestivo o panoramico; fino a quel momento preferivo nettamente il tracciato dell’anno scorso.
A metà di questa prima salita ho incrociato Peppe e verso la fine anche Beppe, che però mi ha subito ripresa in discesa.Tra la prima salita e la collinetta di nemmeno 2 km c’erano una serie di sali-scendi che non mi aspettavo e che non permettevano di recuperare né fisicamente, né mentalmente: per me era difficile prendere le ruote di qualcuno, perché i continui strappetti mi facevano perdere i gruppettini di ciclisti che mi superavano di gran carriera, e da sola faticavo non poco a tenere un’andatura decente. Ma quando arrivava quella collinetta di 2 km? L’avevo già superata e non me ne ero resa conto?
Un nuovo cartello di “Inzio Salita” ha fugato ogni mio dubbio: Vallemosso, 1,90 km, 3,3% pendenza media, 7% la massima; non ho fatto nemmeno in tempo a scalare sul 39 che la salitella era terminata. E proprio in fase di scollinamento avevo raggiunto nuovamente Beppe, che però si è lanciato come un missile in discesa…”Appuntamento alla prossima salita, caro Vice!”.
Ancora discesa e ancora una serie di strappetti, falsopiani, “falsediscese” (esiste questo termine oppure è un neologismo di mia invenzione?) prima di giungere al terzo cartello di “Inizio Salita”: doveva essere la seconda di 10 km, Curino, con pendenza media sicuramente accessibile, del 3%, e massima dell’8%. Ma erano davvero 10 km? A me sono sembrati molti meno, anche se non ho controllato sul contakilometri. Durante la salita sono finalmente riuscita a riacchiappare Beppe e poi mi sono lanciata giù per la discesa, al seguito di un’ambulanza. Accipicchia come scodinzolava tra le curve il mezzo di soccorso! Ho cercato di starle dietro, seguendone le traiettorie….se mi fossi “spiaccicata” almeno mi sarei ritrovata direttamente in barella e avrei avuto soccorsi immediati!
In discesa mi sentivo più a mio agio; certo, sempre massima allerta e attenzione, meglio controllare frenando un po’ di più, ma ero decisamente più sciolta; anche Lucky, che immancabilmente mi raggiunge e mi incoraggia nelle gare di Coppa Piemonte, mi ha fatto notare che stavo scendendo giù meglio di altre volte.
Forse il lancio del giorno prima in paracadute mi aveva sbloccato un pochino……sì sì, avete letto bene, LANCIO IN PARACADUTE! Apro una piccola parentesi, anche se non c’entra niente con il ciclismo, perché non riesco proprio a trattenermi, devo dirvelo, la penna scorre sul foglio senza controllo: sabato 11 luglio (tra l’altro giorno del mio compleanno, ndr) mi sono fatta, insieme al mio temerario Web, uno dei regali più belli della mia vita, MI SONO LANCIATA IN PARACADUTE; precisiamo, in tandem, agganciata all’istruttore. E’ stata un’esperienza indescrivibile: vedere la terra, seduta sul portellone dell’aereo con le gambe a penzoloni, da 4.000 metri di altezza, i picchi delle montagne spuntare magicamente dalle bianche e soffici nuvole, l’adrenalinica emozione della caduta libera, e poi improvvisamente l’apertura del paracadute, un rimbalzo verso l’alto e ….silenzio…pace…..volteggiare nell'immensità del cielo, leggeri…Un tuffo in Paradiso è stato!!!

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Chiusa parentesi, scusate la divagazione, ritorniamo sulle Prealpi Biellesi; dicevo che mi sentivo più sciolta in discesa, forse proprio perché il giorno prima per 50 secondi avevo sperimentato i 200 km/h in caduta libera. Prima dell’attacco di Bielmonte ho dovuto affrontare ancora qualche strappetto, tratto in pianura, falsopiano, “falsadiscesa” e, grazie a Lucky che si è prestato a farmi da gregario, sono andata via liscia.
Una volta arrivata sulle pendici della quarta salita, quella vera, di 18,3 km, pendenza media 5%, massima 13%, Lucky mi ha lasciata andare avanti. La prima metà della salita era ancora facile, si procedeva spediti anche a 15-16 km orari, in qualche tratto anche più veloci. Lucky, però, mi aveva avvertito che da metà in poi la musica sarebbe cambiata, la pendenza si sarebbe inasprita, insomma avrei dovuto faticare per conquistarmi la vetta; non mi sono lasciata intimorire e ho proseguito decisa nella scalata. Proprio poco oltre la metà, quando cominciavo a sentire sulle gambe il cambio di pendenza della montagna, ho incontrato Syd e mi sono affiancata per chiedergli se stava bene; infatti dovete sapere che l’eroico Syd aveva una fastidiosa contrattura intercostale che lo stava assillando da una settimana (o forse più) e nonostante ciò ha deciso di correre l’ultima gara. Ammirevole Syd! Dopo avergli raccomandato di riguardarsi, l’ho salutato e ho proseguito nella scalata. Poco più avanti ho incrociato anche le ruote di Walter, che stava salendo con regolarità e potenza, ci siamo salutati e poi avanti tutta!
Finalmente il paesaggio intorno a me stava cambiando, in meglio: potevo godermi la pace e la tranquillità dei boschi che si facevano sempre più fitti di alberi e bassa vegetazione, le case si erano diradate, fino a scomparire; più salivo in alto più intravedevo nella foschia il panorama sottostante. Peccato che la giornata non fosse limpida: le nuvole nascondevano una vista della vallata sottostante che intuivo essere molto suggestiva. D’altra parte proprio la presenza delle nuvole permettevano di salire senza soffrire il caldo, anche se man mano che si saliva l’aria si stava raffreddando. 18 km erano lunghi! La mia velocità era decisamente calata: non riuscivo ad andare oltre i 10 km orari. Un addetto del servizio di assistenza tecnica in moto si è affiancato ad un gruppetto di ciclisti che stava salendo con me e ci ha rincuorati, dicendo che eravamo ormai verso la fine della salita: la pendenza si sarebbe addolcita, ci sarebbe stato un breve tratto di recupero in discesa, poi ancora 2 km circa alla cima vera e propria e quindi un lungo discesone…ma occhio, perchè al termine della discesa la gara non era ancora finita! “Andiamo per gradi – mi sono detta – pensiamo a terminare questa bella salitona, ad affrontare bene la discesa e …poi si vedrà!”. Le indicazioni del tecnico erano state molto precise; non aveva però suggerito di girare ogni tanto la testa verso sinistra e guardare giù: è vero, la foschia immergeva la vallata sottostante in una magica e tremolante atmosfera, ma che vista ragazzi!
Eravamo saliti veramente in alto! Vabbeh, dai, Bielmonte ha parzialmente riscattato la salita di Oropa dello scorso anno, anche se quest’ultima è davvero unica e l’arrivo al santuario insostituibile. Sulla sommità di Bielmonte l’aria era davvero frescolina, tanto che avrei voluto poter indossare i manicotti per iniziare la discesa, ma non li avevo portati, quindi….”clack” sono passata dal 39 al 50 e giùùù! Ancora una volta mi sentivo molto più rilassata e sciolta; c’è da dire che la discesa era veramente bella, la strada liscia, la carreggiata ampia, la pendenza non troppo ripida; stranamente mi sono proprio divertita, a tal punto che mi è dispiaciuto un po’ quando la strada è tornata ad essere pianeggiante, interrotta qua e là da immancabili strappetti, rotonde e curve a gomito. Grazie al fatto che mi sono trovata in compagnia di un compatto gruppetto di ciclisti, la strada è letteralmente scivolata sotto le mie ruote, fino a che ha cominciato nuovamente a impennarsi….come ancora salita? Ero convinta che dopo Bielmonte ci fosse solo più l’arrivo, invece, ricordando l’avvertimento dell’addetto della scorta tecnica…la gara non era ancora finita!
Mi ero scordata che c’era ancora la salita di Favaro da affrontare, come ha annunciato l’immancabile cartello di “Inizio salita”: 6,3 km, pendenza media 4,4%, massima 10%. Sarà perché era l’ultima salita, sarà perchè la sella cominciava a starmi scomoda, sarà che ormai erano quasi 4 ore che pedalavo e quindi la stanchezza fisica e mentale cominciava a farsi sentire…questi ultimi 6 km mi sono sembrati interminabili e per niente facili. Ho incontrato dei punti in cui sono stata obbligata ad alzarmi sui pedali e ad imprimere tutta la mia forza fisica, il mio peso, la forza di volontà per superarli. Ho riconosciuto Favaro, il paesino che nel tracciato dello scorso anno si attraversava in discesa, quindi ho dedotto che ormai dovevamo essere al buono; in effetti il pubblico che assisteva al passaggio di noi ciclisti ci rincuorava e incoraggiava confermandoci la fine della salita. Ma non ancora la fine del percorso: terminata la breve discesa, un cartello segnaletico avvertiva che mancavano 5 km all’arrivo e non erano tutti di discesa, nemmeno tutti di pianura, ma erano un continuo su-e-giù. Come al solito, quando si è in prossimità del traguardo, le energie rinascono, perché tanto sono le ultime da spendere prima di fermarsi definitivamente. E allora forza, più spinta sui pedali, più velocità….l’Ultimo Kilometro delle Prealpi Biellesi, l’ultimo kilometro della stagione, 500 metri, curva….300 metri…ancora una curva…. 200 metri…curva…”Ma dov’è Sordevolo? Dov’è il pubblico che generalmente affolla l’arrivo e ci acclama? Dov’è l’arco del traguardo?” 100 metri…ancora una curva e … .finalmente le urla di incitazione del pubblico, tra cui ho riconosciuto le immancabili supporter CD Road Runners, e il tappetino di rilevazione e……FINEEEEEEEE!!!!!
In 4 ore e 32 minuti (il mio cardio segnava 4h 34’, ma l’avevo acceso due minuti prima), avevo completato il percorso medio della Gran Fondo Prealpi Biellesi; ho percorso i miei ultimi 115 kilometri di gara della stagione 2009 (sicuramente fino a settembre, poi vedremo), ho concluso la Coppa Piemonte…Mentre mi sganciavo dai pedali e scendevo un tantino dolorante dalla sella, ho provato un pizzico di malinconia, come sempre al termine di una bella esperienza; ma diciamolo, ero ben contenta di non dover più fare le levatacce domenicali per raggiungere i luoghi delle diverse gran fondo!
In prossimità del ristoro ho incontrato super Giacomino, che è arrivato 18° assoluto nel medio: SUPERLATIVO! Poi Cecco, Daniele e Marco con cui ci siamo scambiati i primi commenti della gara appena terminata: “Era lunga, altro che 115 km, almeno 120!”, Duro Bielmonte, vero?”, “Ma quanti strappetti!”…..Poco dopo ho visto arrivare Walter, Syd, Beppe.
Purtroppo abbiamo appreso da Luca- Grillo che Dolce era caduto in discesa ed era stato portato in ospedale. Che peccato! La caduta era stata brutta, ma dalle prime notizie pervenuteci non sembrava si fosse rotto niente e che si era provocato delle escoriazioni, anche se il casco era andato distrutto….quanto è importante indossarlo! Giuseppe riprenditi in fretta!
Mentre io e Syd eravamo alla macchina per cambiarci, è arrivata la telefonata di Michele, che aveva concluso il percorso lungo e ci stava raggiungendo. Insieme ci siamo diretti verso il meritato Pasta Party. La consegna del chip ha costituito la chiusura ufficiale della Coppa Piemonte.
Era tempo di rincasare, ma non appena usciti dal parcheggio abbiamo incontrato Peppe ed Emilie, Beppe e Benedetta, Luca e Ilaria e ci siamo fermati a salutarli; soprattutto a Peppe ed Emilie abbiamo augurato un buon rientro in Portogallo (sarebbero partiti il giorno successivo). “Ciao ragazzi, speriamo di rivederci presto!”. Abbiamo anche avuto le ultime news su Dolce: era stato dimesso dall’ospedale, era un po’ ammaccato, sicuramente dolorante, ma non si era fatto nulla di grave. Per fortuna!
Non posso concludere questo resoconto senza raccontarvi l’inaspettata accoglienza che mi ha riservato il Web, perché in un certo senso avrebbe coinvolto anche tutti voi, cari compagni di squadra che eravate presenti alle Prealpi Biellesi…ora vi spiego.
Arrivata a casa e salutati Syd e Michy, il mio maritozzo mi ha accolta cantando “Tanti auguri a teeee, tanti auguri a teee, tanti auguri a Stefyyyy, tanti auguri a teeeee!” (qualche riga fa vi ho detto che il giorno prima era stato il mio compleanno); ha aperto il forno e ne è uscito un vassoio carico di salatini caldi caldi; ha stappato una bottiglia di freschissimo e gustosissimo fragolino e abbiamo mangiato e brindato! Grazie Web, che bella sorpresa, non me l’aspettavo proprio, anche perché avevamo già festeggiato il giorno prima. Silvio mi ha spiegato che aveva ordinato i salatini per portarli a Sordevolo e festeggiare con tutta la squadra; infatti sabato pomeriggio si era messo d’accordo con Ivana di partire un pochino più tardi rispetto a noi che pedalavamo, in modo tale da poterci accogliere all’arrivo con tanto di salatini, appunto, e spumante. Poi però sabato sera Ivana ha dato disdetta, quindi Silvio sarebbe dovuto venire su da solo; inoltre io domenica mattina, prima della partenza, gli ho inviato un SMS per salutarlo e dicendogli anche che il Presidente, Ivo e Manu non erano venuti….quindi probabilmente il “pooooooovero Silvio” ha perso un po’ di motivazione….però che fantastica accoglienza mi ha riservato!!! La degna coronazione di un weekend entusiasmante, ricco di emozioni, ciclistiche e non.

Cari lettori, compagni di squadra, simpatizzanti dei CD Road Runners, visitatori occasionali del sito, questo è anche il mio ultimo resoconto prima delle vacanze estive.
Auguro a tutti voi un meritato riposo e non posso non concludere ringraziando tutti, ma proprio tutti, senza escludere nessun, per la magnifica stagione ciclistica vissuta insieme: grazie ai pazientissimi ed efficientissimi Presidente e Vice-Presidente, grazie a tutti i mitici CD-Road Runners, grazie alle irrefrenabili supporter, grazie alle simpatiche mascottine Irene e Luna e infine grazie al nostro super-Web!
Chiuso per ferie!
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