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Gran Fondo Kappa Marathon:“CLAP-CLAP-CLAP”
Come ogni anno siamo arrivati a disputare la Kappa Marathon, giunta alla sua settima edizione, ma diversamente dagli anni precedenti, la gara non fa più parte del circuito Coppa Piemonte ed anche il percorso è stato cambiato rispetto a quello del 2008 e anche del 2007…insomma un cambiamento continuo per un evento immancabile. Soprattutto la nostra squadra non poteva mancare, perché giocavamo in casa. Niente sveglia all’alba, niente carico delle macchine in stato di dormiveglia, niente ritrovo all’autogrill. Beh oddio, per quanto riguarda la sveglia all’alba, possiamo parlarne…Infatti la partenza era prevista per le 8.30, per cui comunque dovevamo alzarci di buonora.
Non avevamo appuntamenti precisi: qualcuno di noi è arrivato al ritrovo presso i campi sportivi di Rivoli, qualcun altro, come la sottoscritta, direttamente in bici; alle 7.00 sono uscita da casa e …”Brrrrr, che friu!”…l’aria era frizzantina. Però, che tempo spettacolare: il nubifragio del giorno prima aveva pulito a specchio il cielo, che era azzurro carico; il sole era già abbagliante, anche se ancora non troppo caldo; una leggera brezza mi sfiorava la pelle delle gambe (almeno i manicotti li avevo indossati), facendole rabbrividire, le montagne si stagliavano nitide all’orizzonte.. ”Speriamo il temporale non abbia compromesso il percorso” è stato il mio terzo pensiero, ma l’avrei scoperto solo una volta arrivata al ritrovo, per cui non ho indugiato oltre e mi sono avviata verso Rivoli, percorrendo tutto corso Francia. Me la sono presa molto comoda, non volevo arrivare già affaticata! Pensavo di incontrare molti più ciclisti diretti a Rivoli (sia in bici che in macchina), invece il corso era quasi deserto…forse ero partita troppo presto? Verso Collegno ho riconosciuto un ciclista che indossa va la nostra stessa maglia, un compagno di squadra senza dubbio, peccato che non sia in grado di associargli un nome! Ho cercato anche sul nostro sito la sua foto, ma non l’ho trovata. Purtroppo non abbiamo pedalato insieme fino a Rivoli, perché lui aveva appuntamento con altri compagni per consegnare loro il pettorale. Per cui ho continuato da sola la mia tranquilla sgambatina verso Rivoli, pensando alla magnifica giornata in bici che mi attendeva, domandandomi se il tracciato fosse stato modificato a causa del temporale, ricordando che per la prima volta in questa stagione avrei affrontato il Lys…da Almese! GULP! Arrivata al termine di Corso Franca a Rivoli, stavo per tirar fuori dalla tasca della maglia la piantina che mi ero stampata per raggiungere i campi sportivi, ma non ho fatto in tempo nemmeno a spiegarla, che mi sono subito accodata alle macchine con le bici dentro e fuori e anche ad alcuni ciclisti che immaginavo si stessero dirigendo al ritrovo. Più mi avvicinavo all’impianto sportivo, più il consueto brulicare di macchine, caschetti, bici si intensificava. Lungo la strada ho identificato parecchi CD-Road Runners, più o meno da me conosciuti: mai viste ad una gran fondo così tante maglie con il logo del nostro simpatico e aggressivo “Bee beep!”. Giunta finalmente in prossimità delle griglie, ho dato in rapido sguardo a come erano disposte e mi sono sentita chiamare a squarciagola da un coro di voci note: ho riconosciuto Cecco, Luca-Grillo, Beppe-Vice, già parati in griglia…chissà da che ora?!. Mi proponevano di unirmi a loro….ma in quel momento la mia prorità era un’altra: dovevo assolutamente trovare la toilette per l’immancabile momento “plin plin” pre-gara. Una volta a posto, sono tornata verso le griglie e ho cercato di capire dove dovevo entrare: non erano indicati i numeri, ma i colori dei pettorali…che colore avevo io? Avendo il pettorale sulla schiena, ho chiesto agli addetti all’ingresso griglie, dove dovevo posizionarmi: ovvio, nella griglia Rosa! E così ho fatto; la griglia era ancora vuota; mentre mi guardavo in giro mi sono accorta che proprio davanti a me c’erano Giacomino e il Presidente in pole position, nella griglia di testa, quella Rossa. Tremavano entrambi come pulcini, per il freddo? Per la tensione? Diciamo fifty-fifty. Io ero ancora calda per la sgambatina da casa a Rivoli, per cui non avvertivo più l’aria fresca e frizzante; in quanto a tensione….meno che zero. Avevo intenzione di godermi la bella giornata e basta, senza particolari obiettivi di prestazione. Magari avrei potuto pedalare con qualcuno della squadra, visto che eravamo tantissimi! Ho salutato anche Cri, la promessa sposa di Giacomino, pure lei un po’ infreddolita e alquanto assonnata. Ribadisco che le ragazze “CDRR supporters” sono mitiche e hanno tutta la mia ammirazione e simpatia. Dopo aver salutato Tony e Giacomo, ho preso definitivamente posizione in griglia e mi sono accorta che noi ragazze eravamo veramente poche, meno che nelle gare della Coppa Piemonte; nel frattempo lo speaker sciorinava altimetrie, tappe del percorso, ristori, nomi e cognomi di personaggi di spicco presenti all’evento; esortava tutti gli addetti all’organizzazione della gara a prepararsi per la partenza; ricordava che saremo partiti in modo controllato, preceduti dalla macchina di inizio gara che avrebbe fatto l’andatura e che il via ufficiale sarebbe stato ad Alpignano; invitava gentilmente la polizia a salire sulle moto per scortare la partenza, esortava la polizia a salire sulle moto, incitava la polizia a montare sulle moto….ma insomma dove erano finiti i poliziotti in moto????!!!!!!
Alle 8.25 le griglie sono state aperte e abbiamo cominciato a fluire lungo il viale….improvvisamente mi sono vista circondata da decine e decine di bici e caschi maschili!!! Ma dov’erano finite le mie compagne di griglia? Anche loro assediate. 8.28….ultimi “in bocca al lupo-crepi il lupo”..8.29….ho fatto partire il cardio…8.30 spaccate: VIA!!!
Solito fuggi-fuggi generale, nonostante la partenza controllata: Giacomino e il Presidente ipotizzavo fossero schizzati via come razzi, i compagni di squadra nelle griglie dietro la mia come al solito mi hanno superata e salutata, insomma, tutto nella norma. Tra rotonde, strettoie e facendo attenzione ai residui di foglie e rami del temporale di sabato sera, il gruppo si è sgranato per le vie di Rivoli e ad Alpignano…. KM 0! Eravamo ufficialmente partiti.
Stavo percorrendo la strada verso Almese, pedalata tantissime volte, stra-nota, eppure mi sembrava completamente diversa. Correvo via veloce, senza dovermi preoccupare delle macchine che di solito lungo la statale per Susa strombazzano impazienti ai ciclisti; cercavo di sfruttare la scia di gruppetti occasionali che mi sorpassavano, fino a che finalmente mi sono unita stabilmente ad un gruppo, con il quale ho condiviso i pochi km che ci separavano dall’attacco del colle del Lys. Avevo il fiatone, le gambe bruciavano: non sono proprio fatta per la velocità! Nonostante il riscaldamento in bici da casa mia a Rivoli, le gambe erano ancora durette e faticavo a trovare una cadenza regolare e controllata, anche perché erano tutti assatanati e io non volevo rimanere proprio sola soletta per ultima. “Ma poi vedrete in salita, vedrete!!!” Finalmente la svolta a destra, per raggiungere Almese; ancora qualche kilometro e la strada avrebbe cominciato a salire; nonostante quest’anno non abbia mai affrontato il Lys, né da Viù, né da Rubiana, ricordavo benissimo il percorso e le difficoltà, ma non mi spaventavano; la salita non mi spaventa mai. So che posso affrontarla, so che in qualche modo me la cavo…altro discorso la discesa….ma non era il momento di pensarci, ora avevo davanti i 10 km e fischia del Lys.
Ho iniziato la salita abbastanza agilmente e con decisione, finalmente le gambe sembravano essere giunte a temperatura e finalmente mi sono tolta la soddisfazione di superare un bel po’ di persone; anche se erano altrettanto numerosi coloro che mi sfrecciavano davanti, compresa una ragazza, che altro che stambecco! Piccolina, minuta, abbronzata, velocissima!!!”Guarda, impara e allenati Stefy” mi sono rimproverata mentre, ammirata, la vedevo scomparire tra i caschi colorati. Ritornando a me, le sensazioni erano molto buone: il cuore era alto, ma sotto controllo; il respiro accelerato, ma non ero in apnea; la cadenza era buona, anche quando si sono presentati strappetti di pendenza superiore al 10%; la temperatura era ottima, la luce accecante del sole era filtrata dalle fronde degli alberi e il calore disperso dalla leggera e fresca brezza. Ho iniziato a cercare tra i ciclisti davanti a me qualcuno che indossasse la mia stessa maglia. All’improvviso sono stata superata e salutata da un agguerritissimo Giorgio, che si stava abbarbicando agilmente sul Lys. E vai Giorgio! Ho cercato si stargli un pochino dietro, ma il cuore mi stava salendo troppo e così ho deciso di riprendere il mio passo. Giorgio è rimasto davanti a me a distanza costante e a portata di vista per tutto il Lys. Poi finalmente sono riuscita a raggiungere qualche compagno: alcuni come Enrico, Marco, Beppe, Walter, Paolo li ho riconosciuti e salutati; altri li ho solo salutati e perdonate se ancora non so i vostri nomi….probabilmente la pioggia di sabato ha fatto spuntare Road Runners come funghi!!!
E’ stato bellissimo incontrare compagni di squadra che non gareggiavano, ma che si erano appostati sulla salita per sostenerci. E’ veramente esaltante, incoraggiante, energetico, bellissimo sentirsi incitati e applauditi, anche se non si sta correndo per le prime venti posizioni, ma forse per le prime … duecentoventi…facciamo trecentoventi va!!! Durante la salita ho provato anche la piacevolissima sensazione di trovare il conforto e la solidarietà del pubblico che assisteva al nostro passaggio. Noi donne in genere siamo poche e alla Kappa Marathon eravamo proprio poche poche, quindi forse facevamo un po’ tenerezza. Quando in prossimità di un tornante scorgevo degli accrocchi di persone che assistevano al nostro passaggio e che incoraggiavano tutti quanti i ciclisti a non mollare, nel momento in cui passavo io, o qualche altra ragazza, il tifo si faceva più deciso e caloroso e anche gli applausi aimentavano.. “Clap-Clap-Clap”. Avere tutto questo tifo inaspettato, sia da parte dei compagni di squadra, che di persone sconosciute, ma solidali, ti da la sensazione….si, come di qualcuno che ti appoggia una mano sulla schiena e ti spinge! Grazie, grazie, grazie! Mi sono sentita privilegiata, a tratti anche un po’ imbarazzata, in quanto comunque tutti indistintamente stavamo sudando non poco per conquistarci il Lys, però quanto sono stata contenta. Gli ultimi 4 o 5 km del Lys sono riuscita a percorrerli in compagnia del Dottore e di un altro compagno di cui ancora non conosco il nome (in effetti potevo presentarmi….) ed è stata una bella esperienza. In genere in salita non si è mai soli, ma quando si è con i propri compagni di squadra è diverso, almeno per me, nonostante non mi alleni mai con loro (in realtà non mi alleno mai, punto!); sento di faticare insieme a loro e non “contro” di loro….(passatemi il “contro”, che è esagerato, perché io non pedalo mai contro nessuno…era per rendere il concetto..spero sia arrivato).
Il Dottore mi ha fatto notare che Beppe e Walter erano rimasti leggermente indietro, ma l’ho rassicurato: sapevo, infatti che una volta scollinati, Walter mi avrebbe fulminato in discesa e dietro di lui il prode Vice. Paolo ha anche accennato al fatto che avremmo potuto percorrere il resto del tracciato insieme, visto che, al termine della discesa da Viù, sarebbe stato un continuo su e giù, mangia-e- bevi. Mi sarebbe piaciuto proprio tanto, anche perché ero consapevole del fatto che la difficoltà di tutta la gara per me non era tanto il Lys, ma tutto ciò che veniva dopo, in particolare sapevo benissimo che buona parte di coloro che avevo superato in salita mi avrebbero ripresa facilmente durante la discesa. Ma è il mio ben noto tallone d’Achille..che ci posso fare? In salita posso migliorare ancora allenandomi, in pianura anche (già quest’anno mi sono resa conto di aver fatto dei progressi), ma in discesa mi frena il timore di perdere il controllo. Quindi, grazie Dottore dell’offerta, ma a meno che qualcuno non si voglia sacrificare per aspettarmi….Il Lys, però, ancora non era finito, anche se sugli ultimi 3 km la pendenza era abbastanza regolare e pedalabile; avevo ancora abbondanti energie, quindi me la sono sentita di dare un po’ più di brio all’andatura, seguita da Paolo e da CDRR-X-man (il compagno di cui non so il nome); poco più avanti avevo anche intravisto un’altra maglia con il logo del “CD-Bee-Bip”; non era Giorgio, ed ero curiosa di sapere chi fosse, quindi ho accelerato ulteriormente, per scoprire che comunque non lo conoscevo! A circa centro metri dalla sommità del colle ho visto sventolare le bandiere, ho riconosciuto il rifugio, ho scorto il nugolo di persone che attendeva il nostro arrivo, che ci spronava a pedalare gli ultimi metri di salita, che applaudiva (Clap-Clap-Clap) quando passavamo loro vicino al termine della scalata; e tra loro una maglia conosciuta, quella della nostra squadra, un viso amico, incorniciato da capelli biondi scompigliati dal vento….era Manu, che si stava sgolando e agitando come una forsennata! Grazie Manu!!! Il tuo supporto in cima al Lys è stato impagabile. Soprattutto perché ero certa che avresti voluto partecipare anche tu alla gara, essere anche tu oggetto del tifo e non tifosa; invece hai coraggiosamente rinunciato per via dell’allergia che tanto malessere ti ha causato durante le ultime gran fondo della Coppa Piemonte e hai messo a disposizione le tua energie per sostenere tutta la squadra, facendoti vedere e sentire proprio sul Lys. Grazie di cuore!
Penso che la maggior parte dei ciclisti che avevano optato per il percorso medio, di 108 km circa, avrà tirato un sospirone di sollievo una volta raggiunto il Lys, felici che la difficoltà principale del tracciato fosse stata superata. Per me, invece, iniziava in quel momento la parte più dura: la discesa verso Viù!! E’ vero, sapevo che non era ripidissima, sapevo che c’erano anche dei tratti pianeggianti, sapevo che c’era qualche strappetto in salita… ma era discesa, e quindi velocità, e quindi paura di perdere il controllo e quindi…..non avevo tanto tempo da perdere se volevo provare a stare poi con Walter, Beppe, Paolo e il “CDRR-X-man”, una volta terminata la discesa, senza che si sentissero obbligati ad aspettarmi. E così, senza fermarmi al ristoro, senza nemmeno indossare i manicotti nonostante l’aria decisamente più fresca, ho ingranato il 50 davanti, allungato i rapporti dietro, impugnato le corna del manubrio, accertandomi di avere i freni a portata di mano…e giù, verso la vallata di Viù! In effetti la pendenza era dolce, però la strada parecchio dissestata; inoltre le fronde degli alberi producevano una gradevole ombra, ma allo stesso tempo mimetizzavano possibili insidie della strada, quindi era necessario stare all’erta. All’inizio ero praticamente da sola: non avevo superato nessuno di coloro che mi avevano preceduto in salita (e quando mai?)… beh, a pensarci bene qualcuno ho superato in discesa: ricordate la ragazza minuta e agile che mi aveva lasciata a bocca aperta sul Lys, facendomi mangiar polvere?
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Ecco, in discesa era peggio di me! Piccola soddisfazione personale…E ancora non vedevo scendere i miei compagni di squadra e gli altri ciclisti che avevano scollinato con me: evidentemente si erano soffermati al ristoro. Meglio così: più riuscivo a portarmi avanti nella discesa, meno avrei dovuto faticare per stare con i miei compagni nei tratti successivi di pianura e mangia-e-bevi, sempre ammesso che fossi riuscita ad aggregarmi a loro. Più avanzavo e più aumentava il numero di ciclisti che mi sfrecciava a fianco, a volte sfiorandomi pericolosamente….ed ecco Marco, che mi ha superata e salutata, e immancabilmente quel pazzo di Walter, seguito da Beppe, e il Dottore e a questo punto penso anche ci fosse “CDRR-X-man”: probabilmente andava talmente veloce che non l’ho nemmeno visto!
Eravamo quasi al termine della discesa, forse se avessi provato a seguire il Dottore, imitando la sua traiettoria, avrei avuto una possibilità…..ci ho provato e per un po’ ho tenuto…poi sul gomito di una curva ho riconosciuto Cecco, fermo, impegnato a cambiare una gomma…aveva forato! Che sfortuna. Ma ho visto che era in compagnia di un altro ciclista che gli stava dando una mano, quindi ho proseguito nella corsa. Cecco, salvo complicazioni nel cambio gomma, sicuramente sarebbe riuscito a raggiungere il quartetto Walter-Beppe-Dottore-“CDRR-X-man” . Sono riuscita a non farmi distanziare troppo dai 4 CDRR-super eroi: Walter Flash Man; Beppe l’Uomo di Pietra; il Dottore l’Uomo Invisibile; ”CDRR-X-man….X-man (anche se ufficialmente non fa parte dei Fantastici 4); infatti erano ancora a portata di vista, ma mentre loro si stavano già lanciando in pianura, uno in fila all’altro, io stavo terminando gli ultimi metri in discesa…non li avrei presi mai più!!! Ma Walter-Flash Man, da vero super-eroe galante, mi ha aspettata, mi ha inglobata nel quartetto e mi sono trovata a sfrecciare con loro. Grazie Walter! E grazie a tutti voi ragazzi. Quanto mi sono divertita. Fino a Lanzo in realtà i tratti in pianura si alternavano con tratti in morbida discesa e con qualche strappetto in salita spezza-fiato e spezza-gambe; una volta superata la galleria di Lanzo, che mi inquieta sempre attraversare, (ma scortata da cotanti eroi ,cosa potevo temere?) eccoci definitivamente a fondo valle e quindi pronti ad affrontare la vera pianura. Stavo bene, ero in gruppo con i miei compagni di squadra; si era pure aggiunto in altro ciclista che ogni tanto dava il cambio per tirare, mancavano 50 km al traguardo….forse potevamo arrivare tutti insieme. Che bello sarebbe stato, al traguardo, 5 maglie CDRR tutte allineate, le braccia alzate al cielo, le mani intrecciate, immagini al rallentatore, il tifo dei nostri compagni e dei nostri cari e la colonna sonora…”We are the chaaampion, we are the chammpion….” . Mentre mi trastullavo con tali fantasie, mi sono accorta di un cartello che segnalava la deviazione verso destra: non avremmo percorso il pianurone della Mandria, ma avremmo tagliato per Fiano, La-Cassa, Givoletto, percorso alquanto altalenante, ma che saprei percorrere ad occhi chiusi.
Mi sentivo abbastanza confidente sul fatto di poter rimanere tutti assieme. Prima della deviazione, mi sono accorta che davanti a noi c’era una ragazza, tutta sola sola, che stava arrancando in pianura….come la capivo! Poteva agganciarsi a noi….e devo dire che non si è fatta scappare l’occasione; non appena l’abbiamo superata si è avvinghiata come un polipo….e non ha mollato i miei compagni fino al traguardo (questo l’ho appreso a fine gara). Io sono riuscita a tener duro fino a Givoletto, ma senza nemmeno affaticarmi più di tanto, nonostante i continui cambi di ritmo. Verso Fiano ci ha raggiunto anche Cecco (avevo ragione che si sarebbe unito al gruppo!) e ha deciso di aggregarsi e dare il suo contributo. Nel frattempo il nostro originario gruppetto di 5 Road Runners si era inciccito, inglobando anche altri ciclisti e la suddetta ciclista incontrata a Fiano. Tutto bene per me fino a Givoletto..quando ad un certo punto, due strappetti, due rotonde, due dossi….due ciclisti che per rimanere in gruppo mi hanno tagliata fuori e…..mi sono ritrovata da sola….e ho visto allontanarsi i miei compagni…ragazzi…no….aspettate…Walter…Cecco, Dottore, CDRR-X-Man…..aiuto..noooooo!!!! Noooooo!!!! Tutto il film che mi ero fatta dell’arrivo in gruppo….si è frantumato in miriadi di pixel!! Da sola! 30 km all’arrivo, nessuna salita importante prevista, solo pianura e mangia-e-bevi, da sola!!! Nooooooo!!!! Speravo che qualcuno dei miei compagni si accorgesse della mia assenza, che avvertisse gli altri di aspettarmi. Ma come era successo? Cosa avevo sbagliato? Beh, sicuramente se mi allenassi di più e mi allenassi soprattutto con i miei compagni di squadra, forse non mi sarei persa così; non mi sarei fatta fregare da quelle discontinuità della strada, non mi sarei fatta sbalzare via dal gruppo da quei due ciclisti prepotenti, i miei compagni avrebbero notato “il buco”….invece ero da sola. Li avevo persi, irrimediabilmente. Ero sotto il sole, in pianura, nessuno davanti, se non qualche ciclista messo peggio di me, nessuno dietro. E che dovevo fare? Pedalare, punto! Ho cercato di prendere un ritmo costante, ma non sfiancante e ho proseguito il percorso.
Ad un certo punto mi sono accorta di un certo scompiglio per strada; alcune moto della scorta tecnica e auto della polizia si erano portate avanti e stavano allertando gli addetti al traffico; poi è comparsa la macchina di inizio gara, che tramite megafono stava annunciano l’arrivo della Gran Fondo. Di già? Quindi sarei stata superata dai ciclisti del lungo? Chissà a che velocità stavano andando. E io che mi sentivo una lumaca! Però avrei goduto di un “posto in prima fila” per vedere da vicino come pedalano i ciclisti veri…sempre che fossi riuscita a vederli, dato che mi sarebbero sfrecciati davanti sicuramente a più di 50 km/h. Distratta da tutto questo trambusto, non mi sono resa conto che dietro di me si erano materializzati di gruppettini di ciclisti del medio..uhm, dovevo cercare di attaccarmi a qualcuno di loro…ancora 20 km da sola erano lunghetti.
Ma non riuscivo proprio a prendere la scia: quando scorgevo qualcuno che si stava avvicinando cercavo di accelerare, poi quando mi affiancavano e mi sfrecciavano davanti…io ero già troppo dietro!La strada si stava animando, la macchina di inizio gara mi precedeva, continuando ad annunciare l’arrivo dei ciclisti della Gran Fondo….io mi vergognavo come non mai, perché il pubblico sul ciglio della strada quando passavo continuava ad applaudirmi e incitarmi con entusiasmo (Clap-clap-clap)…spero abbiamo capito che non ero tra i primi concorrenti del percorso lungo e immagino fossero sempre e solo inteneriti dal fatto che fossi una ciclista donna, tutta sola. Comunque mi faceva piacere essere così coccolata! E quindi per lo meno cercavo di ricambiare il tifo con un sorriso e un cenno di saluto. Grazie, grazie, grazie! “Attenzione, attenzione, stanno arrivando i primi concorrenti della Gran Fondo”- continuava ad annunciare il megafono della macchina di inizio gara “ Attenta che arrivano i primi, brava, dai che sei quasi arrivata, non ci sono più salite” Ma….ce l’avevano con me!!!!! Non ho potuto trattenere una risata, sia per la situazione che mi sembrava alquanto buffa, sia per il fatto che loro pensavano di darmi una bella notizia dicendomi che non erano previste più salite. Ma ecco che un altro gruppetto si stava avvicinando: non l’avevo visto, ma l’avevo sentito arrivare; stavolta dovevo provarci sul serio. Quando i ciclisti hanno cominciato a sfilarmi a fianco, uno di loro mi ha invitato ad unirmi al gruppo e non me lo sono fatto ripetere oltre! Si!!! Agganciati. Era un piccolo accrocchio di ciclisti formatosi lungo la strada, con l’obiettivo di darsi una mano per arrivare in qualche modo al traguardo. Ognuno cercava di stare in scia di qualcuno per non faticare e quindi alla fine a tirare erano in due di una stessa squadra, che si alternavano; io non ne avevo proprio per tirare, anzi faticavo pure a stare in gruppo. Ma i continui incoraggiamenti del pubblico lungo la strada mi spronavano a non demordere “Clap-clap-clap”. I ciclisti del lungo ancora non si vedevano? Forse sarei arrivata prima io di loro, almeno questo… bah, meglio non perdere la concentrazione e soprattutto non perdere il gruppo. Probabilmente per qualche km abbiamo usufruito della scia di una moto della scorta tecnica che ci precedeva: l’ho intravista davanti a noi, ma non ho capito se il capo-gruppo si stava a sua volta facendo tirare dalla moto o no…beh se così fosse stato….pazienza…non avevo intenzione di staccarmi. Abbiamo anche usufruito di un rifornimento idrico volante: infatti una macchina di scorta ciclistica, che precedeva sempre i ciclisti del lungo che ancora non si vedevano, si è prodigata per distribuirci bottigliette d’acqua.
Grazie mille!!! Il traguardo si stava avvicinando:avevamo superato Casellette e ci stavamo addentrando in Buttigliera Alta. La strada era alquanto irregolare e due salitelle mozzafiato mi hanno nuovamente staccata dal gruppo. Pazienza. Mancavano meno di 10 km all’arrivo, anzi un cartello segnalava 5 km. Sarei arrivata come meglio potevo. Intanto le case dei centri abitati stavano aumentando, anche il pubblico stava diventando più numeroso: ancora grida di incoraggiamento, persino dalla polizia addetta al traffico, ancora applausi “Clap-clap-clap”. Dovevo fare veramente tenerezza! Tutta sola, che arrancava per conquistarsi gli ultimi km. E poi 4 km all’arrivo….”Bene, anche ‘stavolta è fatta”…..3 km all’arrivo “Chissà da quanto tempo sono già arrivati i miei compagni; spero che Silvio non si preoccupi non vedendomi arrivare subito dietro”. 2 km all’arrivo…ero sempre sola “altro che arrivo in gruppo, mani al cielo, musica, tifo…tutto come al solito, anzi, forse un pochino peggio delle scorse gare perché per lo meno quest’anno ero sempre riuscita ad arrivare con qualcuno, anche se sconosciuto, anzi alle Monregalesi ero arrivata persino quasi insieme al Presidente, al Vice e a Syd”. “Mannaggia, se mi allenassi di più in gruppo, a quest’ora sarei arrivata contenta e felice e già al ristoro con Walter, Beppe, il Dottore e l’altro-ragazzo-che-non-so-come-si-chiama (e saprei anche il suo nome!!!)”….1 km all’arrivo…”Brava! Sei arrivata” Dai” , “Clap-clap-clap” Grazie pubblico!!!….500 metri all’arrivo….”Beh, ma ce l’ho fatta anche questa volta, sono arrivata in fondo, mi sono divertita, la giornata era splendida, ho avuto pure un tifo sfrenato, cosa posso pretendere di più?Sono arrivata anche prima dei ciclisti del lungo!” E a poche centinaia di metri dallo striscione del traguardo, ho visto fotografi e cameraman appostati e mi hanno sparato una mitragliata di “click-click-click”….forse pensavano che fossi una dei primi del lungo! Poveri, si sono affannati per riprendermi e fotografarmi…e invece ero solo forse la trecentesima del percorso medio. Però che servizio fotografico, nemmeno al mio matrimonio…chissà se riesco a recuperare tutte quelle foto!
….100 metri all’arrivo…..”Brava Stefyyyyyyyy!!!!” “Clap-clap-clap”. Erano i miei compagni già arrivati, erano le loro dolci metà,..era anche la mia dolce metà!
Finita anche la Kappa Marathon…beep del chip, stop del cardio: 3h48min…vabbeh, pensavo peggio!
Insieme al mio maritozzo (ma quanto è bello trovarlo al traguardo?) mi sono diretta al ristoro per scolarmi quei due litri tra acqua e sali minerali e per offrire al Web una Coca Cola per ricompensarlo di essere venuto ad accogliermi all’Arrivo. E ho ritrovato Beppe, Walter, Paolo, Cecco ….”Mannaggia ragazzi potevate aspettarmi!!”- “Ma dove ti sei persa? Non ce ne siamo accorti, altrimenti ti saremmo venuti a prendere” – “Vabbeh, sono io che non mi alleno; comunque grazie per il tratto percorso assieme”. Ed è vero: sono stata veramente contenta di stare con voi tra Viù e Givoletto; mi sono divertita e ho provato ancora una volta, come sulle Monregalesi (e come in altre occasioni per la verità), la bellissima sensazione di correre con una squadra, con la propria squadra. Poi vi ho persi, ma non posso prendermela con nessuno, se non con me stessa. D’altra parte l’altra ragazza che si era agganciata subito prima della deviazione per Fiano è stata brava (l’ho intravista al traguardo), si è tenuta ben stretta a voi e non penso le abbiate offerto un aiuto particolare. Ma comunque non me la prendo nemmeno con me stessa, perché come dico sempre (ed è vero!) partecipo a questi eventi per divertirmi, per passare qualche ora all’aria aperta, per vedere paesaggi splendidi, per faticare, per stare con la squadra, per stare in solitudine, per conoscere anche persone nuove..e tutto ciò non fa altro che accrescere la soddisfazione e la gioia che provo quando supero il traguardo!
Ma era giunta l’ora, tanto attesa dal nostro Web, del Pasta Party…e sennò cosa era venuto a fare?
Per cui non abbiamo indugiato oltre e ci siamo uniti alla lunga tavolata dei CDRR sotto il tendone.
E a ritmo dell’allegra musica suonata da una giovanissima banda riunita sulle gradinate del campo sportivo, ci siamo rifocillati e ci siamo scambiati pareri, opinioni, battute, bonarie prese in giro, aneddoti di questa “VII edizione della Granfondo di Torino Kappa Marathon – Gran Premio Città di Rivoli, granfondo e mediofondo internazionale di ciclismo su strada”.
Purtroppo ho appreso che Giacomino, su cui tutti puntavamo per un piazzamento tra i big, è caduto proprio sul Lys; per fortuna niente di grave, e con la tenacia e la grinta che lo contraddistinguono è risalito in sella e a portato a termine, insieme con il Grillo, la gara, comunque con un ottimo risultato; il nostro Presidente è stato bravissimo, visto soprattutto che nelle ultime Gran Fondo si era risparmiato un pochino per supportare Manu. Grandi coloro che hanno scelto il percorso lungo. Ma siamo stati tutti quanto bravi: domenica eravamo tantissimi sia a partecipare che a tifare, la nostra maglia era visibile ovunque tra Rivoli e le sue storiche valli.
“Clap-clap-clap” a tutti CD-Road Runners!!!
Ibex
Al prossimo resoconto :

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