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IL GIORNALE DEDONATO - Giugno 2009 - N° 39
Inserito il 03 giugno 2009 alle 17:29:42 da Silvio.

 

N° 039 - Anno 2009 - Mese di Giugno -  CicliDedonato Roadrunners©2007 Copyright - Torino

Data: 3 Giugno 2009
 G.F. Acqui Terme

Autore: Stefania Albanese

 

Tutti giù per terra!!!

 

 

Domenica 17 maggio 2009: Gran Fondo dell’Acquese ….Tutti giù per terra!!!

Ben ritrovati cari ciclo-lettori! Sono qui a farvi il resoconto della quarta tappa della Coppa Piemonte, la new entry 2009 del circuito: la Gran Fondo dell’Acquese! E’ vero che sono trascorse ben due settimane dall’evento e quindi i ricordi, le sensazioni e le emozioni provate stanno già sbiadendo, ma non vorrei lasciar pagine bianche in questo mio diario della Coppa Piemonte, per cui cercherò di fare un tuffo indietro nel recente passato e di rievocare i km percorsi tra le valli di Acqui Terme.

Anche in questo caso, come era successo a Bra, i percorsi, sia della Gran Fondo che della Medio Fondo, sono stati modificati, in seguito alle piogge torrenziali che si sono abbattute sul territorio, provocando degli smottamenti e comunque rendendo inagibili certi passaggi; entrambi i percorsi sono stati pesantemente accorciati: il percorso lungo è passato da 130 km circa a 110 e quello medio da 100 km a 88…Per fortuna, però, che non sono state introdotte nuove, lunghe e faticose pianure!!

Devo essere sincera, ho appreso del cambio di percorso solo leggendo i forum del nostro sito, altrimenti, come il mio solito, non avevo nemmeno pensato di dare uno sguardo né al tragitto,  né alle altimetrie. Tanto, una volta deciso di partecipare, non ho che da pedalare, con qualunque terreno. Ormai, chi mi conosce e mi legge sa che non ho velleità di scalare la classifica, e considero questi eventi delle belle (anche se faticose) “passeggiate” all’aria aperta, immersa nello splendido patrimonio naturale piemontese o comunque italiano.

Ma iniziamo dall’organizzazione della trasferta: questa volta ho scroccato un passaggio a Sydney, per cui alle 6.50 ci siamo ritrovati davanti al negozio Dedonato, insieme anche con Michele, che si era ripreso dall’influenza che gli aveva impedito di partecipare alla Bra-Bra ed era impaziente di riscattarsi. Con noi anche Sara, la compagna di Syd, che aveva deciso di accompagnare la dolce metà e di rilassarsi un pochino in quel di Acqui Terme. Le previsioni meteorologiche erano molto buone, anche se la temperatura era già abbastanza alta per essere metà maggio e per essere ancora mattina presto; ma meglio così che non la pioggia! Tempo 10 minuti e i nostri destrieri erano stati imbrigliati sul porta-bici ed eravamo pronti per partire alla volta di Acqui. E i miei ricordi sono inevitabilmente balzati indietro a due anni fa, quando il 5 di agosto 2007 avevamo deciso di partecipare all’ultima Gran Fondo prima delle vacanze estive ed era proprio l’Acquese, anche se non faceva ancora parte del circuito della Coppa Piemonte. Chi c’era si ricorda? Siamo arrivati al ritrovo tutti quanti insieme in super-mega-ritardassimo, perché ci eravamo perse per le valli dell’Acquese e siamo partiti quando ormai avevano smontato le griglie e i tappetini di rilevazione….che partenza rocambolesca! Ovviamente se vi ho stuzzicato la memoria, trovate tutto il resoconto sul sito. Ma ritorniamo al 2009; la partenza della Gran Fondo era prevista per le 10.00, per cui avevano tutto il tempo per arrivare, ritirare pettorali e pacchi gara, prepararci con calma…anche se ci è sorto un dubbio quando sia io che Michy ci siamo ricordati che il ritiro dei pacchi gara era fino alle 8.30…vabbeh, al limite avremmo chiesto a qualche nostro compagno già presente sul posto il favore di ritirarceli.

La strada è filata via liscia fino ad Acqui; arrivati nei pressi della ridente e rilassante cittadina termale,  abbiamo incontrato altre macchine con le bici al seguito e abbiamo intuito che come noi stavano cercando le indicazioni per il ritrovo; stavamo cominciando a girare per le strade senza riuscire a trovare indicazioni precise, quando una macchina dei carabinieri ci ha fatto strada…ma ci stavano portando veramente al ritrovo, oppure ci stavano depistando? Perché ci sembrava di uscire da Acqui…..saremmo arrivati di nuovo in ritardo? Ma dopo poco, tutti i nostri dubbi si sono dissolti, perchè alcuni assistenti del traffico ci stavano indicando la direzione per il parcheggio, alcuni ciclisti si stavano riscaldando, altri si stavano preparando, le macchine stavano aumentando, le bici anche…si, eravamo proprio arrivati ed erano le 8.25. Abbiamo mollato la macchina proprio in prossimità del ritrovo, nonostante teoricamente non fosse permesso fermarsi lì…ma lo stavano facendo in tanti…al limite ci saremmo spostati dopo aver ritirato pettorali e pacchi….sehhh… e chi aveva voglia di mettersi a girare per trovare un altro parcheggio, magari parecchio distante, perché le macchine stavano aumentando sempre più….Abbiamo fatto un pochino “gli gnorri” e dopo aver recuperato le sacche con i gadget e qualche vivanda, nonché il numero di pettorale da attaccare rigorosamente sia alla bici, che alla maglia, ci siamo apprestati a bardarci, a preparare accuratamente i destrieri a due ruote, e a compiere gli usuali riti propiziatori…ognuno ha i suoi, più o meno dichiarati.  Come al solito Syd è stato gentilissimo, perché non solo mi ha montato la ruota anteriore, ma mi ha anche gonfiato le gomme. Eravamo pronti ed erano ancora le 9.30. Questa volta nessun ritardo, anzi!! Abbiamo salutato Sara, che aveva un bel programmino: crogiolarsi al sole e lasciarsi rapire dagli intrighi del secondo volume dell’appassionante trilogia “Millennium” di Stieg Larsson….devo dire che per qualche secondo l’ho un pochino invidiata…perché dovevo spararmi 88 km sotto il sole che stava scaldando sempre più l’aria? Ma il dubbio si è subito dissolto, evaporato al sole e mi sono diretta con Michy e Syd verso le griglie. Nel frattempo avevamo incontrato altri compagni di squadra: Cecco, Dolce, Paparo e altri ancora. Sicuramente c’erano anche il presidente, Ivano e Manu: avevamo visto l’ammiraglia parcheggiata lungo la strada. Syd ha preferito scaldare un pochino le gambe e quindi si è allontanato, mentre io e Michy ci siamo diretti verso le rispettive griglie; partendo io più avanti, ci siamo separati, augurandoci lo scaramantico “in bocca al lupo”. Non appena entrata nella mia griglia, i giudici di gara si sono accertati che avessi il pettorale sulla maglia e mentre cercavo di scorgere il Presidente e Manu, mi sono sentita chiamare e salutare…erano Luca e Beppe ..”Ciao ragazzi, in bocca al lupo!” e tra me e me “ci vediamo quando mi sorpasserete qualche secondo dopo il via”. Mi sono trovata un posticino non troppo centrale, ma nemmeno troppo esterna e mi sono disposta ad aspettare l’inizio della corsa, ascoltando i commenti sul percorso modificato espressi dai miei vicini di griglia; alcuni avevano effettuato un giro di ricognizione il giorno prima e stavano consigliando di prestare la massima attenzione in alcuni tratti di strada resi particolarmente pericolosi dalla pioggia dei giorni precedenti; ho cercato di imprimere bene in mente i diversi suggerimenti, in modo da non avere brutte sorprese durante il percorso. Nel frattempo avevo anche individuato Tony e Manu, che erano poco più avanti rispetto a me e mi incitavano a farmi largo tra le bici e a raggiungerli…ehhh già! E’ un’impresa impossibile avanzare quando si è in griglia, tutti stanno bene attenti a non essere superati…vuoi scherzare? Possono costare posizioni preziose in classifica….Ho preferito quindi non chiedere nemmeno permesso, per non scatenare le ire dei ciclisti davanti a me. Tanto ormai mancava veramente poco all’ora X, cioè alle 10.00. Come di consueto, cinque minuti prima del via tutte le griglie sono state aperte e come bestie feroci pronte all’attacco, siamo schizzati in avanti per recuperare quei 50 cm…essendo io nel branco, non mi sono opposta al naturale assestamento delle posizioni. E finalmente le 10.00! Si parteeee!!!!

Il percorso è stato molto fluido: partenza in pianura, ma non troppa, ne troppo poca, quella giusta per scaldare la gamba e portarsi la muscolatura alla temperatura giusta per affrontare agilmente la prima asperità del percorso, una salita breve e dalla pendenza dolce, tanto che non ho scalato nemmeno sul 34. Come al solito nel tratto iniziale di pianura sono stata superata dai compagni di squadra che erano nelle griglie dietro la mia, tutto normale, quindi; l’unica cosa non tanto a posto era che avevo superato Manu e Tony e purtroppo la mia unica compagna di squadra mi ha fatto intendere che faceva fatica a respirare. Mi spiaceva, di nuovo una gara per lei non facile in quelle condizioni, resa ancora più dura dal caldo afoso; fortunatamente, però, aveva Tony che le faceva da gregario, quindi era in buone mani.

Superata la salitella ho dovuto affrontare la discesa, cercando di non perdere troppo terreno, ma anche di mantenere le dovute distanze di sicurezza dai ciclisti che stavano scollinando e si stavano buttando giù all’impazzata. La discesa era intervallata da brevi strappetti in salita, detti in gergo  “mangia e bevi”, che mi costringevano a sollevarmi sui pedali e a volte a ingranare anche il 34 per non piantarmi!

E poi era il momento del fondo-valle, quindi pianura, quindi necessità impellente di trovare delle ruote da seguire, anche se per fortuna il tratto pianeggiante non era eccessivamente lungo.

 E proprio in questo tratto ho incontrato il buon Lucky, come del resto di solito avviene, il quale mi ha superata e salutata, chiedendomi “Ma te non hai un gregario nemmeno a pagarlo, eh?!”. “E che ci vuoi fare? Cerco di cavarmela con le mie forze! Evidentemente non me lo merito un gregario”, ho pensato tra me e me, mentre, senza proferir parola, scuotevo il capo per rispondere alla domanda. Però Lucky è stato gentilissimo e mi ha trainata per un breve tratto di strada, prima che la pendenza cominciasse nuovamente a farsi sentire.

E sempre durante questo tragitto di trasferimento (discesa+mangia e bevi + pianura) verso la seconda, più lunga, salita, ho assistito a ben 5 cadute, a brevi distanze spazio-temporali le une dalle altre. Eppure la  strada non era così brutta; le cadute dovevano proprio essere state provocate da disattenzione o troppa temerarietà. Prima ho visto un ciclista per terra, poi quasi subito dopo un secondo…alchè ho pensato “Non c’è due senza tre” e non appena mi si è materializzato un simile pensiero ho sollevato mignolo ed indice di entrambe le mani ….Tieh! E in effetti la terza caduta c’è stata,  ma fortunatamente non mi ha riguardata; sfortunatamente per il malcapitato, però,  l’impatto con l’asfalto doveva essere stato abbastanza brutto, perché era sopraggiunta l’ambulanza e l’avevano già “imbarellato”; ho scorto anche sangue sparso per terra…”Brrrrrr, speriamo non mi capiti mai una cosa simile!!!”, ho pensato passando oltre, senza lasciarmi distrarre dalla scena poco piacevole. La quarta caduta mi ha visto per qualche millisecondo come co-protagonista, ma anche questa volta sono stata baciata dalla fortuna e assistita dal mio angioletto custode: infatti un ciclista davanti a me di qualche metro improvvisamente ha sbandato (non ho capito proprio come ha fatto) ed è scivolato per terra…il mio cervello ha fatto appena in tempo a registrare l’accaduto, che le mie mani stavano già spostando il manubrio per evitare l’impatto e contemporaneamente sono riuscita a gridare “Occhioooo!!!!!” a chi  mi seguiva, per avvisare dell’”ostacolo umano” in mezzo alla strada. La quinta caduta in realtà è avvenuta quando avevamo appena cominciato a scalare la seconda salita! Accidenti, ma è proprio una strage oggi!! “Gira gira il ciclista, casca lungo la pista, casca steso a terra..tutti giù per terraaaaa!!!!” Per carità no, non ne voglio proprio sapere di assaggiare l’asfalto!!!  La salita era bella lunga, il cartello segnaletico indicava 12 km; la pendenza non era esagerata, ma era necessario fare attenzione perché il caldo poteva giocare brutti scherzi. Ogni tanto prendevo piccoli sorsi di integratore dalla borraccia e soprattutto ho cercato di tenere il cuore a bada nei dintorni della soglia aerobica; procedevo abbastanza spedita, potevo sicuramente dare di più, ma non volevo sfiancarmi più di tanto. E quando a volte il sole si nascondeva per qualche secondo dietro le nuvole…ahhhh, che refrigerio! No, per carità, preferisco indiscutibilmente il caldo alla pioggia….non voglio lamentarmi sempre, però le alte temperature vanno gestite, soprattutto se sono fuori stagione. Due anni fa avevamo percorso una salita dell’Acquese (non penso fosse la stessa che stavo scalando, o meglio, forse era la stessa ma pedalata sul versante opposto..boh? ) ad una temperatura di 40 gradi circa, sull’asfalto che sembrava liquefarsi. Fortunatamente non eravamo in quelle condizioni, per cui avanti tutta! E sul cocuzzolo della salita c’era il ristoro….o era un miraggio? No,no, era reale…”Acqua, ….acqua….Senza tappo per favore….Che bello! Acqua!!!!!”; ho bevuto qualche sorsata e il resto me lo sono versato sulla testa…che goduria! Beh, ogni salita ha la sua discesa e quindi tac, ingranato il 50, tac mani sulle corna del manubrio (e freni a stretta portata!) e tac, via!!! Ariaaaaa!
 

A fondovalle qualche chilometruccio in pianura a ruota di occasionali compagni di strada (più o meno contenti di avere me per zavorra) e poi di nuovo su, su su, su…su per circa 7 km e sempre sotto il sole. Non ho particolari ricordi legati a questa parte di percorso, sarà stato il caldo, sarà che è passato “troppo” tempo e la memoria è sbiadita , sarà l’età….so solo che non vedevo l’ora di arrivare per smettere di sudare, per non sentirmi più così accaldata. Ah, però ricordo di aver incrociato le ruote di Beppe e Walter, quest’ultimo poi mi è sfrecciato davanti come una saetta non appena scollinato. Meno male che il giro era stato cambiato ed in particolare accorciato a 88 km, anziché 100! Non so se ce l’avrei fatta a percorre ben 12 km in più! Non tanto per la stanchezza muscolare o l’affaticamento cardio-respiratorio, veramente: avevo tenuto cuore e gambe sotto controllo per tutto il tragitto; il fatto era che non sopportavo più la temperatura atmosferica troppo elevata in combinazione con una tale soffocante umidità… Decisamente fuori periodo. E forse per questo, non avendoci ancora fatto l’abitudine, ero così insofferente. I cartelli segnaletici degli ultimi  km all’arrivo erano come sorsate di acqua fresca, come folate di brezza frizzante; più mi avvicinavo al traguardo e meglio mi sentivo. “ARRIVO”, sentenziava l’ondeggiante arco gonfiabile, “ARRIVOOOOOOO!!!!! “

Ho esultato dentro di me. Mi sono buttata senza indugio sul ristoro e ho trangugiato non so quanti bicchieri di integratore o similare; mi sono appiccicata ai succosi spicchi d’arancia, mi sono attaccata ad una bottiglietta d’acqua….finalmente potevo ritornare a ragionare…dovevo cercare Syd, che sicuramente era arrivato, o comunque Sara, per potermi cambiare e rinfrescare un pochino. Mentre raggiungevo la macchina (meno male che l’avevamo lasciata a pochi metri dal traguardo!!) ho incontrato Cecco, Ivo e Walter che si stavano già cambiando e mi hanno confermato che anche Syd era giunto. Ed infatti poco dopo l’ho trovato con la sua dolce metà, vicino alla macchina, già cambiato e in procinto di andare a ristorarsi al Pasta Party. Anch’io, dopo essermi passata qualche salviettina rinfrescante e aver indossato la polo dopo gara (dai disegni ormai sbiaditi….non l’ho indossata al contrario, come qualcuno mi ha fatto ironicamente notare!!!) ho raggiunto Syd e Sara, che avevano già ripulito il vassoio. A me bastava un frutto, ma…che coda interminabile c’era!!! Non avevo per niente voglia di incolonnarmi, sotto il sole. Sara gentilmente mi ha ceduto la sua mela e l’ho accettata senza farmi pregare troppo. Ho dato uno sguardo all’orologio: poteva essere che Michele  avesse concluso il percorso lungo, nel frattempo o che comunque fosse in dirittura d’arrivo e quindi ho pensato di tornare verso il traguardo per accoglierlo . E giacchè c’ero, ho avuto l’idea di buttare un occhio anche alla classifica, per verificare che il mio chip fosse stato rilevato correttamente, memore del disguido occorsomi alla Bra Bra…Uhm, il mio nominativo non compariva; senza perdere tempo mi sono fatta indicare dove erano posizionati i tecnici della Winningtime e sono andata subito a chiedere lumi. Potevo stare tranquilla, il mio chip era stato correttamente rilevato dalle postazioni di controllo, solo che la classifica stampata non era ancora stata aggiornata. E proprio in quel momento ho visto sfrecciare Michy sul traguardo! Mmmmmiticoooooo!!!! Era giustamente sfatto e l’ho guidato verso il ristoro e poi verso il tavolo dove ci aspettavano Sara e Syd. E gli è pure andata bene al nostro Michele, perché senza nemmeno mettersi in coda si è ritrovato un vassoio del pasta party già pronto sul tavolo, che aspettava solo lui!!! Meno male, così lui poteva rifocillarsi senza perdere troppo tempo in coda…e quindi si poteva partire prima per rientrare a Torino. Ammetto che io stavo fremendo un pochino, non vedevo l’ora di mettermi in macchina, perché alle 17.00 avevo il ritrovo con i miei compagni di teatro per le prove del nostro saggio di fine anno. E a questo proposito ringrazio tantissimo Michele, perché non si è crogiolato più di tanto, ma non appena sbafata la sua razione, si è diretto subito verso la macchina per cambiarsi in frettissima; e un grazie immenso anche a Syd e Sara che hanno assecondato questa mia esigenza, invece di starsene un pochino tranquilli a godersi l’aria termale dell’Acquese. Grazie mille ragazzi e scusate anche se durante il tragitto di ritorno non sono stata molto di compagnia, ma mi sono abbioccata senza ritegno!

Ok, cari compagni di squadra, simpatizzanti e lettori di passaggio, non mi dilungo troppo in convenevoli: vi esorto a navigare sul sito per consultare gli ottimi risultati conseguiti dai CD-Road Runners nella quarta tappa della Coppa Piemonte e soprattutto vi invito alla lettura del prossimo resoconto, quello della quinta tappa del circuito: le Valli Monregalesi!!

Un ciao ciclo-nico a tutti,
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Redattore: Silvio Andrighetti Formaggini


 
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